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Intervista ad Alvise De Nardi, Digital Business Development Talkwalker

Ciao Alvise, raccontaci qualcosa della vostra azienda e dei suoi principali ambiti operativi e specializzazioni.
Talkwalker è uno dei principali fornitori tecnologici a livello globale nel settore della web & data intelligence, nato nel 2009 in Lussemburgo, con uffici anche a New York e San Francisco.
Partiamo dalla considerazione che online è possibile trovare qualsiasi tipo di dati, in grande quantità. Molto spesso è proprio questo il problema: capire quali siano i dati rilevanti per i propri obiettivi strategici e quali invece sono solamente “rumore”.
Proprio qui sta il nostro core: dare ai brand e alle agenzie i migliori strumenti per ottenere informazioni strategiche provenienti dai dati online e social, su cui poter prendere decisioni.
L’elemento differenziante è l’analisi onnicomprensiva di tutte le tipologie di contenuto online, non solo quindi misurazione delle interazioni scritte con contenuti testuali, ma anche misurazione del Visual Web, grazie allo sviluppo della prima soluzione di settore per il riconoscimento automatico delle immagini.

Il 2017 è iniziato da poco. Come è stato per la sua azienda l’anno che si è appena concluso e con quale spirito e progettualità affrontate quello nuovo?
Il 2016 ha visto per il terzo anno consecutivo un +100% in termini di fatturato e un ulteriore ampliamento dell’organico, passato da 70 a oltre 100 persone, il che ci ha permesso non solo di sviluppare soluzioni di assoluta avanguardia, ma anche di essere sempre più a stretto contatto con i nostri clienti.
In riferimento all’offerta tecnologica, Talkwalker ha visto 4 aggiornamenti che ci hanno portato a posizionarci come l’unico fornitore in grado di analizzare in modo flessibile dati estremamente eterogenei: non solo quindi Image Recognition, ma soprattutto possibilità di paragonare dati proprietari (contenuti paid, Facebook Insights ecc.). Ecco dunque che si aprono orizzonti completamente nuovi di analisi e comprensione degli scenari online e del loro impatto sul business.
Venendo al mercato italiano, il 2016 è stato un anno di svolta: abbiamo firmato importanti accordi con aziende di riferimento nel settore delle telecomunicazioni, del banking e del food, oltre a ottenere l’assegnazione di gare pubbliche e a siglare una partnership con una delle agenzie digital di maggior rilievo nazionale.

Verrete al #GMSummit17 per presentare in particolare qualche novità oppure siete aperti con le vostre proposte all’ascolto delle aziende visitatrici e delle loro necessità e richieste?
Confrontandoci tutti i giorni con realtà italiane e internazionali, verremo al Global Digital Summit per ascoltare i bisogni delle aziende. Confrontandoci tutti i giorni sia con grandi realtà che con PMI notiamo che i trend riguardano una semplice necessità: capire quali attività online costituiscono minacce oppure opportunità per gli obiettivi aziendali.
Da questa necessità scaturiscono diverse soluzioni, il cui nocciolo è costituito dalla comprensione chiara dei dati provenienti dalle due facce del web: i contenuti UGC e i contenuti paid, facendo entrare in questa categoria anche l’ambito SEO e SEM per ottenere una visione a 360 gradi del business e di come l’online interagisce con l’offline.

Quali sono secondo voi le sfide che attendono le aziende nel 2017? C’è qualcosa su cui ci si deve necessariamente confrontare, per non perdere treni e passaggi importanti, in questo scenario in continua evoluzione?
La grande scommessa di questo periodo per i responsabili marketing è dotarsi degli strumenti necessari per calcolare il ROI online, che per sua natura non è un KPI univoco, ma può avere tante sfaccettature quante sono le necessità e gli use case con cui ci confrontiamo.
Grazie alla flessibilità della sua struttura, Talkwalker ad oggi ha molta esperienza nella determinazione del ROI delle più diverse attività online, sia a livello di brand che di agenzia.

Avete già partecipato ad uno dei nostri eventi? Cosa vi aspettate dalla due giorni del 24 e 25 febbraio?
Abbiamo già partecipato l’anno scorso e abbiamo ottenuto diversi contatti di alto livello, che ci hanno permesso di confrontarci con realtà con cui non avremmo mai immaginato di poter parlare seduti allo stesso tavolo.
Quello che ci aspettiamo per questa edizione è di incontrare persone che si occupano di digital con tanta voglia di fare innovazione ad alto livello.

Un lavoro o un’esperienza recente di cui andate particolarmente fieri.
Il 2016 ha visto Talkwalker passare da un operatore semi sconosciuto sul mercato italiano a uno dei player di riferimento per quanto riguarda la digital intelligence.
Questo anche grazie allo spirito collaborativo che ci ha spinto a creare strumenti gratuiti che mettiamo a disposizione per chi non ha budget aziendali.
Questa è la cosa di cui più andiamo fieri: essere un veicolo di diffusione di un approccio data-driven al business digitale.

Grazie per averci concesso questa intervista e a presto.

Alvise De Nardi, Digital Business Development Talkwalker

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