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Intervista a Stefano Nicoletti, Trainer di Rugbymeet

Buongiorno Stefano, grazie per questa intervista e per la partecipazione a #GHRSummit17. Cosa vi aspettate da questo evento? Con quale spirito vi apprestate a prendervi parte?
Grazie dell’accoglienza. Ci presentiamo con entusiasmo alla platea di #GHRsummit17 per proporre, ascoltare e condividere esperienze con gli altri partecipanti, consapevoli che oggi ancora di più di ieri la qualità delle relazioni determina le possibilità di sviluppo di ogni business.

Siamo ormai nel secondo semestre di quello che da più parti è stato indicato come un anno di ripresa, dopo un decennio di grande crisi. Come sta andando il vostro 2017? Vedete segnali importanti per un periodo di crescita, già dal 2018?
La crisi ha completamente cambiato i paradigmi economici e sociali della nostra società e ci richiede di analizzare l’ambiente in cui viviamo in modo diverso rispetto al passato. Più che una crescita generalizzata, quindi, ci aspettiamo di veder crescere tutte quelle realtà che hanno capito il cambiamento epocale che stiamo vivendo. Viviamo nell’era dell’automazione, caratterizzata da intensità e velocità senza precedenti: siamo chiamati a una comprensione più profonda delle dinamiche sociali per poter gestire il cambiamento senza esserne travolti.

Ci sono delle novità che presenterete al #GHRSummit17 o un prodotto o servizio che metterete in qualche modo in evidenza o di cui volete accennare in queste righe?
Presentiamo un innovativo progetto di team building legato allo sport che amiamo. Il Rugby richiede un’efficiente gestione dello stress, una grande attenzione ai dettagli e un’efficace lavoro di squadra: esattamente ciò che serve per prosperare su mercati sempre più competitivi. Ci interessa quindi definire con i nostri clienti un effettivo percorso di crescita per le loro risorse, concreto, realistico e lontano dai metodi basati sulla semplice autosuggestione.

Si fa un gran parlare di Human Resources e di Industry 4.0, una sfida importante per un futuro (che in molti modi è già presente) che ci riserva enormi cambiamenti. Come state affrontando questa sfida e cosa consigliate ai vostri clienti, per fare un buon lavoro in questa direzione?
L’era dell’automazione ci richiede più flessibilità e una minore specializzazione, al fine di riuscire a gestire l’enorme mole di informazioni che in ogni momento abbiamo intorno a noi. Siamo impegnati in questa direzione e raccontiamo ai nostri clienti che grazie alla consapevolezza di questi meccanismi è possibile definire un percorso di crescita realistico.

Robotica, automazione e tecnologie avanzate stanno preoccupando chi crede che il lavoro, in futuro, sarà un privilegio per pochissimi. Sarà davvero così, oppure si ripeterà quanto già accaduto in passato, con i vecchi lavori che scompaiono ed altri nuovi che si concretizzano e che offrono ancora più opportunità?
Sta cambiando la natura stessa del lavoro, quindi è possibile che il lavoro di oggi e di domani siano difficilmente paragonabili. Il lavoro di domani sarà sicuramente improntato a una maggiore autonomia del lavoratore, una minore specializzazione e un’attenzione maniacale agli aspetti relazionali. Avrà meno del meccanico e più dell’artista… o del giocatore di rugby.

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo il 18 e 19 ottobre a Lazise.

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