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Intervista a Max Galli, fondatore e CEO di vanGoGh

Abbiamo intervistato il CEO e fondatore di vanGoGh, digital creative integrated agency, con sede a Milano. L’azienda prenderà parte alla sedicesima edizione del Global Summit, a Lazise, il 24 e 25 febbraio 2016.

Buongiorno Max e grazie per questa intervista. Dando uno sguardo al mercato, quali aree e quali tendenze si presentano più interessanti e ricche di opportunità?
Uso una parola magica per introdurre il mio pensiero: Internet of Things”. Aggiungo un’altra parola altrettanto affascinante, più antica, ma attualissima: Ubiquitous Computing”. Stiamo andando nella direzione in cui le tecnologie più forti sono quelle che non vediamo, esse s’intrecciano negli oggetti che quotidianamente incontriamo. Nell’epoca dell’ubiquitous computing, fisico e digitale si fondono e tutto è potenzialmente connesso con tutto: la rete diventa così un tessuto non solo di documenti e persone ma anche di cose.
L’internet delle cose è una grande opportunità, rappresenta l’evoluzione della multicanalità per come la intendiamo oggi. Per essere pronte a recepire questo cambiamento ed a sfruttarne tutte le potenzialità, le agenzie devono mutare il proprio approccio alla creatività. Cadono le barriere tra on e offline, le competenze dovranno essere sempre più trasversali. Le coppie creative dovranno necessariamente lasciare spazio a team multidisciplinari, dove la contaminazione delle competenze diventa l’unica via possibile per generare contenuti di qualità in grado di sfruttare al meglio le nuove tecnologie ma soprattutto di attrarre i consumatori.
Anche se il media, in alcuni casi è il messaggio, la differenza continuerà a farla anche il contenuto. La creatività si evolve, e acquista importanza. I creativi dovranno mettersi in gioco, poiché il solo talento non basterà più. L’umiltà e la capacità di imparare, disimparare ed imparare di nuovo faranno la differenza.

Quali sono, quindi le esigenze delle aziende e dei brand, in questo contesto?
I brand evoluti, aperti all’approccio multicanale ed in grado di capire che è necessario coprire con gli investimenti tutti i touch point di dialogo con il cliente, chiedono alle agenzie esperienze creative di senso, in grado di creare connessioni transmediali coinvolgenti, che portino un messaggio dal digitale al fisico senza perdere d’intensità creativa.
L’agenzia del futuro non sarà la web agency, non sarà l’agenzia di pubblicità odierna, sarà un ibrido, dove le competenze digitali avranno un peso specifico importante, ma dove a guidare sarà la strategia, dove creatività e tecnologia si fonderanno in un unico approccio.

E qual è, nello specifico il vostro approccio?
vanGoGh è una “digital full service agency”, ha un anima digitale e sviluppa strategie di comunicazione multicanale. Crediamo da sempre nella contaminazione delle competenze come unica via per dar vita a progetti efficaci, capaci di generare esperienze di marca che utilizzano tutti i media conosciuti. Costruire un’architettura dell’informazione che si espande ed abbraccia ogni tipo di ambiente è il nostro impegno. Il concetto di ”Ambient Findability” cioè la capacità della marca di farsi trovare in ogni luogo e in ogni momento, guida i nostri sforzi creativi, ci aiuta a definire i flussi informativi e le interazioni che vogliamo generare.
Dobbiamo essere pronti a garantire alle marche che gestiamo, qualità e continuità da un contesto all’altro, poiché le esperienze che il consumatore vive tra i vari ambienti, non possono essere tra loro isolate. Il web spesso guida esperienze d’acquisto che si concludono nel punto vendita. L’utente deve percepire una continuità comunicativa nei vari passaggi dell’esperienza ed il nostro compito è garantire un’efficace ed omogenea interazione. La strategia su cui si basa la creatività dell’informazione è indipendente dal contesto attraverso cui l’informazione viene veicolata. Questo per me significa creare efficaci esperienze ponte dense di significato per il brand.

Avete sviluppato un progetto in grado di raccontare questo approccio?
Abbiamo recentemente partecipato alla realizzazione di un’innovativa piattaforma cross-mediale, nata con l’intento di promuovere il patrimonio della Valle Camonica, attraverso un modello inedito di fruizione culturale, che rappresenta un caso unico nell’ambito della comunicazione turistica: valledeisegni.it.
Insieme ad un dream team composto per l’occasione, abbiamo sperimentato e creato “esperienze ponte” in grado di coinvolgere ed interagire con l’utente finale su diversi touch point, guidandolo dall’esperienza digitale a quella fisica.

Grazie Max, ci vediamo a Lazise a febbraio!

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