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Alessandro Cederle, Dir. Media Monitoring e Media Analysis dell’Eco della Stampa

Buongiorno Alessandro, grazie per questa intervista e per la partecipazione a #GMSummit17. Siete già venuti al Global Summit?
Sì, lo scorso anno.

Cosa vi aspettate da questo evento ed eventualmente cosa avete apprezzato delle altre partecipazioni?
L’atmosfera l’anno scorso era frizzante, erano presenti molte aziende interessanti, lo scambio di informazioni e la comunicazione risultavano facili e alla fine siamo tornati a casa con molti biglietti da visita e anche parecchi insight. Per quest’anno ci aspettiamo un ambiente simile e risultati analoghi, in sintesi una occasione di networking altrettanto vivace.

Il 2017 è iniziato da poco. Come è stato per la sua azienda l’anno che si è appena concluso e con quale spirito e progettualità affrontate quello nuovo?
Il 2016 per noi è stato un anno importante, per molti versi un anno di svolta. Nel recente passato abbiamo investito parecchio in nuove soluzioni tecnologiche, revisione di processo e anche in comunicazione. Molte novità hanno iniziato a dare frutto e la via dell’innovazione intrapresa da qualche tempo ha finalmente ricevuto un ritorno sull’investimento. La nostra pipeline è robusta, sappiamo già che il 2017 sarà un anno di crescita e di raccolta. Sarà però importante capire cosa esattamente il mercato apprezza di più e usarlo per definire meglio la nostra strada verso il futuro.

Verrete al #GMSummit17 per presentare in particolare qualche novità oppure siete aperti con le vostre proposte all’ascolto delle aziende visitatrici e delle loro necessità e richieste?
Veniamo soprattutto per ascoltare, capire, creare canali di dialogo. Ma abbiamo anche molte novità da proporre, nuovi prodotti, nuovi modi di prenderci cura dei nostri clienti.

Quali sono secondo voi le sfide che attendono le aziende nel 2017? C’è qualcosa su cui ci si deve necessariamente confrontare, per non perdere treni e passaggi importanti, in questo scenario in continua evoluzione?
Le sfide in questi anni sono state fin troppe, molte aziende e interi settori hanno dovuto rivoluzionare il loro assetto e il loro modo di lavorare. Il treno continua a correre e non rallenta. Il confronto più aperto attualmente è quello relativo al talento; anche se si fa un gran parlare di tecnologia, il fattore umano è sempre più al centro, perché anche la tecnologia va compresa, gestita, governata.

Quali sono al momento i personaggi del digitale italiano cui attribuite una vision o una prospettiva più lucida e che vi ispirano in ambito lavorativo?
A nostro avviso l’innovazione non si fa con gli eroi e con le figure di spicco ma con la diffusione della conoscenza tra chi fa un mestiere “normale”. E’ proprio qui, se vogliamo, che c’è da lavorare; le eccellenze sono tali ovunque, dove il piatto piange è tra gli utilizzatori, che siano impiegati, manager o specialisti, spesso utilizzatori passivi di meccanismi pensati e governati altrove. Avere un account Facebook non vuol dire sapere usare il digitale per cambiare il proprio modo di stare sul mercato. Dieci anni fa Time dedicò la copertina a “you”, ciascuno di noi quali protagonisti dell’era digitale; in Italia quella copertina deve ancora essere pubblicata e questa è la sfida anche della nostra azienda.

Grazie per averci concesso questa intervista, ci vediamo a febbraio a Lazise (VR).

Alessandro Cederle, Dir. Media Monitoring e Media Analysis dell’Eco della Stampa

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